Al Signor Presidente della Repubblica Italiana
Prof. Sergio Mattarella
Palazzo del Quirinale – Roma

Signor Presidente,

noi sottoscritti, Giuristi e Avvocati per la Palestina (GAP), professionisti del diritto impegnati nella tutela dei diritti fondamentali del popolo palestinese, ci rivolgiamo a Lei nella Sua qualità di Capo dello Stato, garante della Costituzione e della fedeltà della Repubblica agli obblighi internazionali assunti dall’Italia.

1. I presupposti internazionali: ICJ, ICC e la qualificazione giuridica dei fatti di Gaza

È ormai patrimonio acquisito del dibattito giuridico internazionale che:

  • dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia è pendente il procedimento Application of the Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide in the Gaza Strip (South Africa v. Israel), nel quale la Corte, con le ordinanze sulle misure provvisorie del 26 gennaio 2024 e successivi ordini integrativi, ha ritenuto plausibile il rischio di violazioni dei diritti dei palestinesi di Gaza tutelati dalla Convenzione sul genocidio e ha ingiunto allo Stato di Israele di adottare tutte le misure in suo potere per prevenire atti riconducibili all’art. II della Convenzione (uccisioni, grave danno fisico o mentale, inflizione di condizioni di vita idonee a distruggere il gruppo, ecc.), nonché di consentire l’ingresso effettivo degli aiuti umanitari e prevenire l’incitamento al genocidio.
  • la Corte Penale Internazionale, nell’ambito della Situation in the State of Palestine, a seguito di indagini su crimini commessi nei territori palestinesi occupati, ha emesso in data 21 novembre 2024 mandati di arresto nei confronti del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell’allora Ministro della Difesa Yoav Gallant, per crimini di guerra (tra cui l’uso della fame come metodo di guerra) e crimini contro l’umanità (omicidio, persecuzione ed altri atti inumani) connessi alle operazioni militari a Gaza successive al 7 ottobre 2023.

Tali sviluppi, quand’anche ancora lontani da una pronuncia definitiva nel merito, attestano che le azioni militari condotte da Israele sulla Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023 in poi non sono più un “semplice conflitto armato” ma oggetto di specifiche imputazioni di crimini internazionali gravissimi, tra cui il genocidio, sottoposte al vaglio delle giurisdizioni internazionali competenti.

2. Il richiamo del Suo discorso al Parlamento tedesco Palestina

Nel Suo recente discorso al Bundestag, il 16 novembre 2025, in occasione della “Giornata del lutto nazionale”, Lei ha richiamato con parole di straordinaria nettezza la centralità del diritto internazionale umanitario, affermando – fra l’altro – che:

«Nessuna “circostanza eccezionale” può giustificare l’ingiustificabile: i bombardamenti nelle aree abitate, l’uso cinico della fame contro le popolazioni, la violenza sessuale. La caduta della distinzione tra civili e combattenti colpisce al cuore lo stesso principio di umanità».

Lei ha inoltre ricordato che oggi, in luoghi come Kiev, la Striscia di Gaza e il Sudan, il volto della guerra è sempre più quello di civili – bambini, donne, anziani – colpiti indiscriminatamente, sottolineando che tali condotte «non possono rimanere ignorate e impunite».

Nel porre sullo stesso piano principi di diritto internazionale umanitario e dovere di repressione dell’impunità, il Suo intervento ha indicato con chiarezza il nesso fra:

  • la tutela dei civili,
  • il rifiuto di qualsiasi giustificazione “eccezionale” della barbarie,
  • il dovere di punire i crimini più gravi di rilevanza internazionale.

È esattamente su questo terreno – quello del rifiuto dell’impunità – che questa Lettera Aperta intende collocarsi.

3. Oltre la “mistificazione della pace”: responsabilità, impunità, ruolo dell’Italia

Nel dibattito pubblico italiano ed europeo, come ben sottolineato anche in riflessioni dottrinali e intellettuali cui ci ispiriamo, la tragedia palestinese viene spesso “depoliticizzata”:

  • si parla genericamente di “pace”, “cessate il fuoco”, “dialogo”,
  • come se ci si trovasse alla fine di una guerra sfortunata, e non dentro la prosecuzione di un progetto coloniale e di una struttura di dominio che, da decenni, combina occupazione militare, apartheid, assedio permanente, espulsioni e frammentazione del popolo palestinese.

In questa prospettiva, la Palestina, non solo Gaza, non è un semplice “dossier”, ma una crisi strutturale dell’ordine internazionale, che mette a nudo:

  • la compatibilità di fatto fra democrazie liberali e pratiche di apartheid e genocidio quando queste avvengono “altrove”;
  • la tendenza delle potenze occidentali a rivendicare retoricamente i “diritti umani” mentre continuano a garantire impunità strutturale allo Stato di Israele, sul piano militare, politico, economico e tecnologico;
  • il rischio di ridurre la “pace” a una operazione cosmetica che ricostruisce sulle rovine di Gaza senza affrontare la radice: il regime di supremazia, l’assedio, l’uso della fame come arma, la negazione del diritto al ritorno, l’annientamento fisico e sociale dei palestinesi, la tortura sistematica e disumana praticata nelle carceri israeliane sui palestinesi illegalmente detenuti, ivi compresi minorenni, lo stupro e la violenza sessuale.

In tale contesto, le parole da Lei pronunciate a Berlino – in particolare il rifiuto di qualunque “circostanza eccezionale” a giustificazione dei bombardamenti su aree abitate e dell’uso della fame come strumento di guerra – assumono, agli occhi della nostra Associazione, il valore di un impegno etico e giuridico che interpella direttamente anche l’ordinamento italiano.

4. Gli obblighi dell’Italia: Costituzione, Convenzione sul genocidio, legge n. 962/1967

L’Italia:

  • ha ratificato la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio del 1948;
  • ha dato attuazione interna alla Convenzione con la legge 9 ottobre 1967, n. 962, che punisce il genocidio con pene fino all’ergastolo;
  • è parte dello Statuto di Roma istitutivo della Corte Penale Internazionale e ne ha riconosciuto la giurisdizione.

Alla luce degli artt. 2, 3, 10 e 11 della Costituzione, la Repubblica:

  • riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo,
  • si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute,
  • ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Ne discende che:

  1. l’Italia non può limitarsi a una posizione di equidistanza politica o di “neutralità” morale rispetto a fatti qualificabili come genocidio o crimini contro l’umanità;
  2. essa ha il dovere non solo di non concorrere a tali crimini (ad esempio tramite forniture militari, cooperazione tecnologica e di intelligence, copertura diplomatica), ma anche di prevenirli e reprimerli, ove coinvolgano soggetti sottoposti alla sua giurisdizione.

In particolare, la legge n. 962/1967 incrimina il genocidio quale crimine autonomo, perseguibile anche quando commesso da cittadini italiani all’estero, in coerenza con i principi di tutela universale dei beni giuridici fondamentali dell’umanità.

5. Cittadini italiani con passaporto israeliano coinvolti nelle operazioni a Gaza

Alla luce delle informazioni circolate sulla stampa internazionale e nazionale – che documentano l’arruolamento, o il richiamo in servizio, di persone con doppia cittadinanza (fra cui quella italiana) nelle Forze di Difesa Israeliane (IDF) dopo il 7 ottobre 2023 – appare ragionevole ritenere che:

  • alcuni cittadini italiani titolari anche di passaporto israeliano abbiano preso parte, in varie forme, alle operazioni militari nella Striscia di Gaza;
  • tali operazioni siano state caratterizzate – come riconosciuto dalle stesse giurisdizioni internazionali – da bombardamenti su aree densamente abitate, distruzione sistematica di infrastrutture civili, impedimento deliberato all’accesso di cibo, acqua e farmaci, uccisione indiscriminata di decine di migliaia di civili e ferimento di centinaia di migliaia di persone, tortura degli ostaggi, stupri e violenze sessuali, in condizioni che possono rientrare nella fattispecie di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.

Alla luce della legge n. 962/1967 e dei principi generali del nostro ordinamento penale, appare quindi doveroso domandarsi se e in quali termini:

  • la partecipazione di tali cittadini italiani alle operazioni militari di Gaza possa integrare forme di responsabilità penale individuale per genocidio e altri crimini internazionali,
  • e renda conseguentemente necessario l’avvio di indagini penali da parte delle competenti Procure della Repubblica.

6. La nostra richiesta al Presidente della Repubblica

Muovendo da queste premesse, Le chiediamo rispettosamente:

  1. se Lei non ritenga doveroso, alla luce delle Sue stesse parole pronunciate al Parlamento tedesco e delle acquisizioni della giustizia internazionale su Gaza, che la Repubblica Italiana:
    • ribadisca pubblicamente che nessuna “circostanza eccezionale” può giustificare l’ingiustificabile quando esso si concretizza in bombardamenti di civili, uso della fame come arma di guerra, distruzione sistematica di infrastrutture essenziali, deportazioni e pratiche assimilabili al genocidio;
    • affermi con chiarezza che tali condotte, se poste in essere o agevolate da cittadini italiani, non possono restare né ignorate né impunite.
  2. se Lei non ritenga necessario, nell’ambito delle Sue prerogative costituzionali e nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura, richiamare formalmente il Governo e il Parlamento:
    • alla piena attuazione degli obblighi derivanti dalla Convenzione sul genocidio, dalla legge n. 962/1967 e dallo Statuto di Roma;
    • alla necessità di assicurare alla magistratura tutti gli strumenti informativi e cooperativi utili ad accertare l’eventuale coinvolgimento di cittadini italiani nelle operazioni militari di Gaza dopo il 7 ottobre 2023.
  3. se Lei non ritenga opportuno sollecitare, anche attraverso pubblici messaggi o comunicazioni formali ai Ministri competenti (Giustizia, Esteri, Difesa, Interno), che:
    • siano raccolti e trasmessi alle competenti Procure della Repubblica i dati relativi ai cittadini italiani (anche doppi cittadini italo-israeliani) che abbiano prestato servizio militare nelle IDF nelle operazioni successive al 7 ottobre 2023;
    • sia assicurata la massima cooperazione dell’Italia con la Corte Penale Internazionale, anche in vista dell’esecuzione di eventuali richieste probatorie e della valutazione di possibili procedimenti interni complementari, secondo il principio di complementarità previsto dallo Statuto di Roma.

7. Conclusione

Signor Presidente,

la Palestina, e in particolare la devastazione di Gaza, è divenuta – come molti hanno lucidamente osservato – una lente d’ingrandimento sulle contraddizioni dell’ordine globale: tra proclamata centralità dei diritti umani e pratica dell’impunità, tra retorica della pace e normalizzazione del genocidio, tra “mai più” e il ritorno ciclico della violenza contro interi popoli.

Nel Suo discorso a Berlino Lei ha ricordato che:

  • la guerra di aggressione è un crimine;
  • colpire i civili e affamarli non può restare impunito;
  • il multilateralismo e le istituzioni internazionali – fra cui la Corte Penale Internazionale – sono strumenti essenziali per opporre la forza del diritto alla pretesa di un “diritto della forza”.

Noi Le chiediamo di proseguire e rafforzare questa linea di coerenza, affinché l’Italia:

  • non sia complice, neppure indiretta, dell’impunità di crimini che la stessa comunità internazionale qualifica come crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio;
  • assuma fino in fondo la responsabilità di verificare se propri cittadini, titolari anche di passaporto israeliano, abbiano partecipato alle azioni di sterminio della popolazione civile di Gaza e, in caso positivo, di assicurare che rispondano dei loro atti davanti alla giustizia.

Certi della Sua attenzione e del Suo costante impegno a tutela dei principi costituzionali e del diritto internazionale, Le porgiamo i nostri più deferenti saluti.

Roma, 18 novembre 2025

Giuristi e Avvocati per la Palestina – GAP

  1. Alessia Aragona
  2. Michela Arricale
  3. Stefano Andrade Fajardo
  4. Antonio Andreozzi
  5. Fabio Benati
  6. Vainer Burani
  7. Roberto Brizio
  8. Nadia Buso
  9. Margherita Cantelli
  10. Michele Carducci
  11. Francesca Capuozzo
  12. Mirco Consorte
  13. Emanuele D’Amico
  14. Benedetto Vittorio De Maio
  15. Lorenza Della Pepa
  16. Luca Di Gloria
  17. Ornella Fiore
  18. Luigi Galloni
  19. Fausto Gianelli
  20. Ugo Giannangeli
  21. Claudio Giangiacomo
  22. Nicola Giudice
  23. Muna Khorzom
  24. Daniele Labbate
  25. Enrico Lattanzi
  26. Fabio Marcelli
  27. Ugo Mattei
  28. Marco Ugo Melano
  29. Liana Nesta
  30. Luigi Paccione
  31. Gilberto Pagani
  32. Barbara Passanisi
  33. Fernando Petrivelli
  34. Michela Poletti
  35. Emanuele Ricchetti
  36. Luca Saltalamacchia
  37. Adriano Sollai
  38. Barbara Spinelli
  39. Luisa Taranzano
  40. Daniela Torro
  41. Silvia Ughetto
  42. Gianluca Vitale
  43. Luca Vuolo
  44. Eugenio Zaniboni

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