I Giuristi e Avvocati per la Palestina (GAP) esprimono la più ferma e inequivocabile condanna per l’intercettazione e l’abbordaggio della Freedom Flotilla Coalition (c.d. “Global Flotilla”) avvenuti in acque internazionali, nonché per la conseguente privazione della libertà personale dei volontari a bordo, ad opera delle autorità israeliane.
Tali condotte appaiono integrare gravi violazioni del diritto internazionale, ed in particolare del principio della libertà di navigazione sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, nonché delle norme consuetudinarie che regolano la giurisdizione sugli spazi marittimi internazionali. L’abbordaggio in alto mare, in assenza dei presupposti giuridici previsti dal diritto internazionale, configura un atto illegittimo suscettibile di qualificazione quale uso arbitrario della forza e indebita estensione della giurisdizione statale.
La detenzione dei volontari, in assenza di garanzie procedurali e di un titolo giuridico riconosciuto, si configura altresì come violazione delle fondamentali norme in materia di diritti umani, incluse quelle relative alla libertà personale e al divieto di detenzione arbitraria, come sancite, tra l’altro, dal Patto internazionale sui diritti civili e politici.
Alla luce di quanto sopra, si sollecita il Governo italiano ad attivarsi con urgenza, anche attraverso strumenti di protezione diplomatica e in coordinamento con altri Stati interessati, tra cui il Regno di Spagna e la Repubblica di Turchia, al fine di:
- garantire l’immediata tutela dell’integrità fisica e dei diritti fondamentali degli attivisti coinvolti;
- ottenere la loro pronta e incondizionata liberazione;
- promuovere l’accertamento delle responsabilità internazionali derivanti dalle condotte sopra descritte.
Si richiede, inoltre, che il Governo italiano assuma una posizione chiara e pubblica di condanna, coerente con gli obblighi internazionali assunti e con i principi fondamentali dello Stato di diritto e della tutela dei diritti umani.
